bla-bla :: [1] ma le marche, perchè?
|
melissa_panarello ::
00:11 10/04/06 :: 0 risposte :: |
[Zio Brady::post][Zio Brady::post]sono una fottuta fashion victim
No, scherzo. In realtà - e non lo dico per cammuffarmi, ma perché è vero - a me delle marche non me ne fotterebbe niente. Primo perché mi è rimasto il retaggio del metallaro adolescente che ero, secondo perché col mio non-stipendio paga tutto mammina e figurati se mi permetto di chiederle dolce&gabbana perché "fa figo". No, la questione è un'altra: si chiama, in termini banali, triti e ritriti, "rappoto qualità-prezzo". Parto con un esempio: quasi tutto ciò che compro io è Sisley. Perché ha dei buoni designer, la roba è fine e in certi casi anche appariscente senza scadere nel kitsch [si scrive così? boh] e il prezzo è competitivo. Per me, perlomeno, che non posso certo spendere 200 euro per un maglione di cachemere. Poi capitano i casi, eh: ho maglioni Sisley che uso da 4-5 anni [per un prodotto di questa fascia è tantissimo] e ne ho avuto altri che al primo lavaggio sono diventati buoni per un Big Jim. Questo per passare allo stadio successivo: cioè che, potendomelo permettere, comprerei solo jeans Diesel, maglioni Ralph Lauren e scarpe... vabbé, no, scarpe no perché uso solo sneakers. Questo perché quando compro un paio di Diesel - e ovviamente tutti quelli che ho sono presi a Serravalle o in saldi - sento che sto comprando qualcosa che può durare senza devastarsi in lavatrice. Se mi ci si appene un patamicio o ci rovescio sopra colla il danno è più grande che comprandomeli da Zara, ma al di là di incidenti come qualità non c'è paragone. Idem per quanto riguarda Ralph Lauren [sia chiaro che sto citando due marche a caso e che non ho niente RL], con l'aggiunta che con RL non c'è traccia di tendenza, vai sul classico, sai che stai comprando qualcosa che dura nel tempoe che difficilmente potrai trovare da Zara o Celio o - peggio che mai, purtroppo - dal negozio alternativo che ha quei maglioncini tanto carini che si dissolvono in acqua calda. Il rovescio della medaglia è meno spatapuffoloso, e attiene al fatto che nel 1992 - anno delle olimpiadi di Barcellona - entravo alle medie e ho iniziato a giocare a basket. E in quegli anni, tra la gente che frequentavo io, ci si giudicava in base alle scarpe che si avevano ai piedi [prima che arrivi qualcuno a scandalizzarsi, non sta a me far notare che a 11 anni o giudichi dai vestiti, o da quanti riesci a picchiarne in una settimana o da altre amenità così. Il conformismo dei bambini è spaventoso, l'ho appena letto su Io Donna]. Il mi'babbo, però, col cazzo che spendeva 250.000 lire per comprarmi le Jordan [e faceva bene, visto che nel 1993 volevo le Jordan VIII, le avrei prese a luglio che calzavo 38 e a ottobre già portavo il 40], e io invidiavo a morte i miei compagni che avevno quelle cazzo di scarpe e che si vestivano come Willy il Principe di Bel Air. [In realtà si trattava per un 50% di questo e per un altro 50% di insicurezza, posto che magari a furia di rompere i coglioni ogni tanto riuscivo a far cedere i miei e a farmi comprare una maglietta figherrima, e poi il giorno dopo mi ci presentavo a scuola e in 4 minuti trovavo qualcuno che ne aveva una più bella della mia - questo ai miei occhi]. Prima che il pippotto mi uccida, salto alle conclusioni: se posso, mi compro un paio di diesel o una cravatta versace perché so che, qualitativamente, spendo meglio rispetto al prendermi un paio di Jeans da Zara o una cravatta alla Upim. D'altra parte non mi compro Guru, F&M o le varie marche da surfista perché so che sto pagando il marchio ma il prodotto non vale un cazzo. Invece se mi compro un paio di Jordan [ora ne ho 6 paia] o di Nike [altre 9] lo faccio perché me le pago io e mi piacciono e le voglio avere e fanculo ai bambini pakistani o al fatto che oggettivamente non mi servono, perché
[Zio Brady::post]sono una fottuta fashion victim
grande ziobrady.
non starò qui a sottolineare che anche il no-logo è un logo, anche il vino senza etichetta ha un'etichetta implicita ecc. ecc.c'è sempre qualche coglione che pensa di essere migliore di te |